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WC 2019 | Sakaiminato, Giappone, Radial Femminile

July 26, 2019

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Dalla generosità di Ostuni, dalla depressione di Federico, dall’ultra istinto di Davide, dalla spensieratezza di Alfonso e dalla dieta di Ciasca è uscita la ricetta per la regata perfetta.


 

 

 

Le pappardelle al ragù di cinghiale si preparano condendo la passione per la vela con la polpa di cinghiale rosolata dopo essere stata in mare per un almeno un anno con sudore, determinazione, impegno, risate e grani di follia.


Ingredienti:
25 Cinghiali

11 Radial

10 4.7

8 atleti di Monopoli

6 atleti di Bari
5 Coach
5 atleti adottati (Brindisi, Maestrale, Ondabuena, Marina di Lecce, Smarè)
4 Standard

4 atleti di Approdo

2 atleti di Azimuth
1 cane

 

Preparazione
1. Marinare per una giornata la polpa di cinghiale al circolo, aggiungendo tutti gli odori (neoprene bagnato, cime salate, gomme sgonfie, vele arrotolate, cuffie attorcigliate).


2. Sgocciolare dalla marinatura e far andare in pullmino, senza preoccuparsi delle ginocchia sulla schiena del conducente, scolando man mano il sudore che si forma.


3. Consumare uno spuntino con panini, barrette, biscotti e parmigiane, quindi offrire il tutto con un po' di parsimonia.


4. Aggiungere la polpa di cinghiale priva di forza vitale; infilarla con pullmino e rimorchio a seguito in un traghetto, aggiungere qualche arancino e cannolo, far cuocere lentamente allungando con acqua fino a che la carne non sarà morbida e le strade siciliane buie.

 

5. Cuocere gli allenatori in abbondante “quanto manca” e “fra quanto ci fermiamo”, poi condirli con il ragù preparato e arrivare a Ragusa.

 

CONSIGLI

Fondamentale nella preparazione delle pappardelle al cinghiale la marinatura della carne di cinghiale che, oltre a smorzare il sapore di selvatico, l'arricchisce di sapori e profumi.


REGATA
Partiamo dagli assenti. Angelo, Ciro e Palloccio disertano la trasferta preferendo la LIV, La Barbera ci ha dimostrato che si poteva regatare a Ragusa e farsi la LIV contemporaneamente. O almeno provarci. Chapeau.
E i presenti? Eccoli ad uno ad uno


 

 

4.7


105 Alessandro Dionigi ((53) 47 51 52 47)

Ormai è diventato lui l’uomo immagine della flotta 4.7 dell’ottava zona. A mare non incanta ma a terra detta tendenza e si addentra in lunghe conversazioni con i napoletani sullo scivolo. È diventato così indispensabile che senza di lui e delle sue interessanti e istruttive storie l’ottava zona cesserebbe di esistere. Voto 10,5 LEADER INDISCUSSO


102 Gianvito De Girardis (48 44 46 49 (dnf))

 Un uomo dalla duplice identità. Parte in silenzio ma conclude la trasferta come vero leader della spedizione monopolitana, spodestando il cane di Ciasca dal gradino più alto del podio. La sua vita è condannata a una doppia velocità: pensa con la rapidità di un Concorde, ma le sue corde vocali non reggono il passo lasciando trapelare frasi mistiche sapientemente biascicate, che neanche Buddhamichele riesce a interpretare. Nella febbrile giornata conclusiva domina gli elementi nonostante il suo corpo si ribelli e si consacra alla storia letteralmente affondando un malcapitato 4.7 che non gli concede acqua in via di bolina, affrettandosi poi a chiamare i mezzi di soccorso con un risolino beffardo. Un ragazzo destinato ad entrare negli annali della flotta. Voto 7+ PIRATA GENTILUOMO


80 Valeria Borgo (35 8 (52) 51 46)

Dopo anni di assenza Valeria ritorna a calcare i campi di regata nazionali, dividendosi tra le mansioni di velista, fotografa Instagram e dog-sitter. Il suo rapporto con Fulvio Ciasca diventa da subito freudiano, con l'atleta che viene vigorosamente colpita dalla Sindrome di Stoccolma, trasformando il suo carceriere a quattro zampe nello Ying a contrasto dello Yang della sua anima dark, che si risveglia nella prova con bavetta per un ottavo posto che sa solo di assaggio dei futuri successi della punkettona monopolitana. A cena divora tagliate di carne immaginando di sbranare gli stinchi di Fulvio. Voto 7,5 DOG WHISPERER


79 Augusto Bonucci (31 (39) 37 37 34)

 Vive in un mondo tutto suo fatto di zucchero filato e unicorni, in cui Maravalle non vince le zonali e Valeria e Alice non si contendono lo scettro del potere femminile. Diversamente dal compagno di squadra Sasha non perde occasione per rimanere in silenzio a contemplare il campo di regata.  Voto 6 CHIACCHIERONE


76 Alice Iorfida (39 (47) 43 31 18)

 Questa volta vince lei la gara personale con l’acerrima nemica Valeria, ma questo sforzo risulta essere vano perché purtroppo per lei non c’erano coppe ad aspettarla al rientro a terra. Voto 6 BEFFATA


56 Alessandro Maravalle (14 31 (33) 33 17)

 Dopo essersi imposto allo zonale fa un passo indietro per concedere un po’ di gloria anche agli altri. Fortunatamente, il pescarese naturalizzato barese, riesce ad auto convincersi che le uniche regate degne di essere considerate tali solo gli zonali. Voto 7 ADOTTATO

 


53 Ferdinando Conte ((40) 36 16 22 16)

Al contrario dell’approdiano Alfonsino inizia la regata in salita, ma grazie alla sua tenacia e ad un ultimo giorno da campione scala la classifica. Il ragazzo ha stoffa da vendere e sicuramente si riprenderà la sua rivincita appena ne avrà la possibilità. Voto 7IL VICECAMPIONE ZONALE


49 Alfonso Basile (6 14 32 35 (38))

La sua prima esperienza nazionale inizia nel migliore dei modi con due prove sublimi nei primi due giorni che lo fanno balzare in testa alla classifica. Ma poi l’ultimo giorno, complici i duri riscaldamenti e risvegli muscolari di Taras l’ucraino e il peso da sollevatore di opinioni, decide di rilassarsi e di guardare le regate dalle retrovie. Voto 7,5 CATEGORIA PESI PIUMA

 


41 Ernesto Natuzzi (17 26 (39) 11 14)

Costretto a vivere nell’ombra del compagno di squadra Martino, Ernesto vince la gara per la foto più figa, il premio per cui ogni giorno si battono centinaia di velisti amatoriali. Piazzamenti costanti e un exploit nell’ultimo giorno grazie al suo lungo ciuffo, infatti la leggenda narra che non ha i filetti sulla vela perché il suo ciuffo è capace di fornirgli ogni salto di vento.

Voto 7,5 FASHION BLOGGER


18 Martino Pettini (13 6 23 (27) 4)

Gira voce che dopo lo zonale il fenomeno del CVB si sia ritirato in meditazione per la mancata vittoria, in queste due settimane ha imparato a controllare le forze mistiche che governano il mondo. Ormai noto alla storia come pluricampione zonale si afferma anche al livello nazionale seppur ambisse a posizioni più pregiate, ma, come ha tenuto precisarmi nel post regata, si stava “chiatrati”. Voto 8,5 IL FILOSOFO


Radial


82. Federica La Torre ((ocs) 58 78 78 79 dnf)

 Unica donna Radial della spedizione pugliese, Federica lascia a Monopoli la sua seniority e debutta in una competizione nazionali con l'entusiasmo e l'ingenuità di una tredicenne. Prende alla lettera i consigli dei suoi dodici coach, osando tutto già dalla prima partenza, dove fraintende il suggerimento di "rischia tutto in partenza" tagliando la linea con 90 secondi di anticipo. Procede con il coltello tra i denti, saggiamente accumulando esperienza e trasformandosi in mandriana per la squadra di Monopoli e la sua trasformazione in branco di orchi selvatici una volta varcate le mura domestiche. Voto 6,5 GIOVANE PROMESSA

 

77. Alessandro Napoletano (67 63 (71) 63 62 71)

 Ce l'ha fatta: finalmente riesce a strappare una fotografia in cui il ciuffo è in condizioni quasi perfette. Ce l'ha fatta: è riuscito a partecipare alla sua prima regata nazionale, approcciata con iniziale timore e crescente entusiasmo. Ce l'ha fatta: ha venduto la sua parte bassa 4.7, più invendibile dello Snipe di De Michele. Ma sopratutto ce l'ha fatta: unico pugliese sul palco della premiazione, vince il telo di sotto offerto al sorteggio dopo il quindicesimo ripescaggio. Voto 8 CE L'HA FATTA


69 Ruben Edoardo Martina (65 61 (79) 55 66 46)

 "La vendetta è un piatto che va servito freddo". Sono anni che il piccolo Martina vede tornare il vecchio padre Mauro a casa dopo lo zonale con il sorriso spento e il volto scuro che borbotta "Ma come fa Ciasca a fare quelle poppe? Come?", l'infanzia di Ruben è volata così. Mosso dal grande odio verso il riccioluto cinghiale ha iniziato ad allenarsi duramente, planata dopo planata, poppa dopo poppa, anno dopo anno. Ha atteso pazientemente come solo chi cova un grande odio sa fare e poi all'improvviso il momento è arrivato! All'ultima prova dell'ultimo giorno Ruben ha visto Ciasca davanti a se mentre affannosamente cercava di non affondare in una delle poppe più traumatiche della sua vita e lo ha sverniciato, rallentando giusto un attimo per assaporare meglio quel dolce sapore amaro: la vendetta era compiuta. Voto 6,5 LA FAMIGGHIA

 


67. Angelo Maria La Barbera (56 (bfd) 64 60 38 57)

Come il lupo perde il pelo ma non il vizio, lui aumenta la superficie velica (per gli ignoranti è passato in Radial) e aumenta il volume. Stordisce il comitato a suon di imprecazioni tanto che iniziano a protestare gente a caso, tra cui lui. Protestato dal comitato porta in alto il marchio L&S esponendolo con orgoglio e mettendo in palese imbarazzo i giudici. Voto 6 ANGIOLETTO
 

66. Vincenzo Tamborino (50 55 (73) 54 55 60)

 "La fusione tra Frisari e Gusella sarebbe Frisella". Traumatizzato dalle urla di Taras e dalle dub del piccolo Basile non apre bocca per tutte la regata e nel silenzio scala posizioni in classifica per il suo esordio nazionale. Voto 6+ SPONZATO


62. Antonio Marasco ((66) 43 61 58 41 58)

Più silenzioso di Frisari e più invisibile di Martina Ruben riesce raramente a risalire la classifica. A terra intrattiene il pubblico con Sasha (che si chiama Alessandro) e il fratello minore dell'omonimo capitano milanista. S.V. RODNEY SKINNER


53. Davide Spagnolo (49 45 (54) 35 48 48)

La sua è stata una stagione rollercoaster, con guizzi zonali, exploit al fantalaser ma ancora un po' di ruggine sui campi nazionali. Alfonsino si presenta a Ragusa con la voglia di iniziare la stagione 2018 con il piede giusto, e ci riesce solo per metà: in acqua commette qualche errore di troppo, ma a terra è lui il vero fulcro della Zona, aggregatore di grandi, piccini e cagnolini; viene premiato da Negri con otto secondi di celebrità in una Storia Instagram. Chiude la trasferta con l'amaro in bocca ma la consapevolezza di poter dire la sua nella prossima stagione. Stando alla celebre massima di Andy Wharol, ci sono ancora 14 minuti e 52 secondi di celebrità a sua disposizione. Voto 7 STRATEGICO


45. Leonardo Ciasca (35 35 (53) 38 50 42)

 Un Muhammad Ali al contrario: vola come un calabrone, punge come una farfalla. Con la doppia scelta di retrocedere in Radial e portarsi il cane in trasferta può considerarsi conclusa la sua metamorfosi in Roberto Lambo; a breve la caduta dei capelli. C'è da dire che l'assenza di un metro di vela, la lontananza dal suo chiodo fisso De Michele e la paura di doversi radere il mento se Spagnolo dovesse arrivargli davanti gli regalano una prestazione discreta e l'entusiasmo giusto per puntare al titolo italiano 4.7 della prossima stagione. Voto 7 ZITO NON SEI SOLO


32. Francesco Nicolì ((ocs) 22 70 32 9 13)

 Come sempre in partenza si fa riconoscere prima con OCS, poi spintonando barche (Marasco, ndr.) sul povero Ciasca e infine entrando a cannone tra due barche alla velocita di 16 knots creando un varco spazio-temporale che lo proietta ai vertici della flotta. Voto 7- PRECOCE

 

23 Gianpaolo Gusella (33 3 50 21 (ocs) 19)

Supera Ciasca sull'arrivo e diventa il suo pensiero fisso, e mentre il perfido polignanese escogita piani malefici per sabotarlo, lui tira fuori una performance da applausi condita con un ballo di pettorali degna del più pompato Nicoli. Voto 8,5 BULLO


22 Andrea Mariano (18 20 (34) 30 25 32)

 Arriva con la consapevolezza di aver già vinto e con il duro compito di istruire il piccolo e per niente innocente Alfonso. Senza il prode compare Mario, ma con al suo posto un silenzioso e inquietante Tamborino, e con le urla Russe dell'estivo (perché viene dall'est) Taras, Andrea riesce comunque a difendersi sul campo di regata chiudendo con un onesto ventiduesimo. Voto 8 CIUFFO BRUNO

 

Standard



13. Antonio Macina (12 13 14 9 13 (dnf))

 Si presente come al solito dando il meglio di sè: barca con il CVB, passaggio da Monopoli, dorme con i ragazzi di Capri, usa la vela di Ostuni. Che vuoi di più dalla vita? Uno stick autocostruito la sera prima della partenza con una canna da pesca. Voto 6,5 MACINA STYLE.

11. Federico De Michele ((16) 12 11 12 8 8)

 Si presenta a Ragusa felice e sorridente per il ritorno alle regate nella vela che conta, dopo aver ricevuto bastonate a destra e a manca a livello zonale. Con vento leggero è un chiodo, sembra aver lanciato un'ancora nei lati di poppa. Molto apprezzabile la crescita durante i tre giorni, in cui è palese il miglioramento nell'approccio alla regata e la qualità del suo bordeggio. Chiude 11esimo in recupero ad un solo punto da Pietrino De Frenza. A terra è sempre il più fastidioso della flotta riuscendo a far innervosire chiunque con i suoi scherzi molto poco divertenti. Chi ha creduto dovesse tornare in Italia passando dall'aeroporto di Malta, prendendo un traghetto da Gela, merita giustamente questo trattamento. Voto 7 ADOLESCENTE


10. Pietro De Frenza (9 8 10 13 (14) 10)

 Pietrino brilla in mare nei primi due giorni, regata tra i primi della flotta e non sembra avere lacune tecniche o di velocità. Risulta sottotono con vento, non sfrutta al meglio la potenza dei suoi enormi muscoli concludendo la regata al 10imo posto. Se continuerà a far crescere il suo corpo in questa maniera spropositata, non avrà problemi nei prossimi mesi a partecipare a gare di culturismo, competizioni di spacca legna canadesi o regate di Finn.  Voto 7 e mezzo SCHEGGIA


6. Giancarlo Ostuni (7 6 7 2 5 (9))

 Senza dubbio l'MVP pugliese, il factotum nostrano, organizza la trasferta, trova i finanziamenti per mandare la squadra agonistica monopolitana a Ragusa, allena a mare i ragazzi, si allena sia a mare che a terra per l'evento, corre maratone e Spartan Race, tutto questo senza avere neanche una controfigura. In mare ha un passo invidiabile e regata con l'esperienza del campione, facendo scelte accorte ma anche più rischiose che in ogni caso pagano. L'ultimo giorno apre la giornata mostrando la poppa a tutta la flotta e chiudendo una prova al 2º posto. Anche nei momenti più difficili riesce ad emergere e a recuperare. Nell'ultima prova, durante l'ultima poppa ha speso talmente tante energie che decide di autoinfliggersi una scuffia di poppa. Si fa superare persino da un audace De Michele, che lo contiene sino all'arrivo. Voto 9 SPECIALE

 

 

Coach

Nico Capri

 Inizia la sua avventura a Ragusa presentando al branco dei cinghiali Monopolitani Ferdinad un incrocio fra Thor, Legolas e Viserys Targaryen di Games of Thrones, o più semplicemente una versione adolescente di Capri stesso. Chiude portandosi a casa per il secondo anno consecutivo il titolo 4.7 Over 16. Nel mezzo litri di amari, qualche grappa, tre sambuche, centoventisette birre e storie sulle sobrie serate sarde. PECORINO


Taras Ctrl+V

 Si aggira nel paddock con l’eleganza di Baryšnikov, il portamento fiero di un Budjonny. Ad ogni suo passo gli scivoli scricchiolano e i pulmini frenano impauriti. Con il suo sguardo glaciale alla Karelin riesce a trasformare l’acqua in birra, sembra ormai pronto alla grande sfida contro Capri per lo scettro di Birromastro, sotto la sua guida siamo sicuri che  sia il ciuffo bruno che l'innocente Alfonso cresceranno forti e alcolizzati. Prossimo passo sarà far parlare Frisari. WLADIMIR KLITSCHKO


Valeria Di Cagno

  

La ritroviamo a Ragusa sorridente e rilassata, quasi sollevata dal peso delle assenze del suo pupillo Palloccio e di altri due Standard, nonostante abbia a che fare con il trio di teppisti Pettini-Maravalle-Conte e le crisi da eccesso di steroidi di De Frenza. LEGGIADRA


Vincenzo Marasco

 L’accento tarantino c’è, la macchina con millemila chilometri pure. La squadra strampalata anche: Augusto Bonucci ricorda suo goffosità Giancarlo Ostuni, ma la vera perla è Sasha, magica combo fra la felicità di Federico, il fisico gracile di Gusella e la spigliatezza di Vairo. La metamorfosi in coach Franco è prossima. APPRENDISTA STREGONE


Francesco D’Andria

 Se nel 1977 Battisti avesse incontrato Coach Franco il testo di “Si viaggiare” sarebbe stato sicuramente “Lui saprebbe cosa fare. Lui saprebbe come aggiustare. Con dello scotch in mano fa miracoli.”. Dove c’è una regata Laser c’è una carovana, dove c’è una carovana c’è lui, si presenta in Sicilia con due Pullmini, due furgoni, 9 barche, 13 vele, 12 parti alte, 10 boma e 40 kg di scotch di varia natura, catalogati per potere collante, larghezza e colore. Fra una riparazione e un lancio di banana (perché non farlo diventare sport olimpico al posto dei videogame?) riesce a intrattenere grandi e piccini con storie estemporanee di dubbio interesse. Non contento riesce anche a vendere una vela 4.7, cercando di ricomprarla dopo 30’ a metà del prezzo. MOIRA ORFEI


Nota
Stranamente non ci regala nessun aneddoto di qualche regate di decenni fa, come quella volta che vinse il campionato italiano caravelle a quadre con Colombo e Vespucci.

 

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