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6.2017 | Ugento, Standard

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Mancò a Federozzo la capacità di applicarsi ad una meditazione fredda e serena, di sollevarsi verso la ricerca oggettiva di una verità metafisica. Tutte le sue riflessioni si complicano o si identificano con stati d’animo, con emozioni più o meno violente. In parte queste condizioni psichiche si indirizzano alla ribellione contro la realtà circostante, contro gli uomini e il destino. Sempre più radicale fu il suo contrasto con la società, da cui si sentì escluso e deriso. Più di ogni altra posizione intellettuale, più di ogni altra appassionata visione, emerge il pessimismo dalla sua opera in poppa e in bolina. Il processo va dalla considerazione della sua personale infelicità al riconoscimento della infelicità, come cifra costante nella storia di tutti gli uomini, fino all’estensione di così amara verità alla vita universale. Dal pessimismo individuale, o personale, il pagellista ufficiale non ne è ancora venuto fuori e non ha potuto adempiere al suo dovere; per questo motivo Giancarlo Ostuni è tornato a prendere penne, calamaio e laptop per scrivere quanto segue. 

 

10. GALATI Giorgio. Sempre più sugli scudi King George, in netta crescita rispetto ai passati appuntamenti. La sua Lampo è come un fulmine: partenze aggressive, boline ponderate e andature portanti piuttosto competitive gli permettono di stare sempre nel mucchio e strappare anche due piazzamenti in top 10 che gli valgono la prima di tante pagelle. 6+ - FURIA BLU

 

9. CIASCA Leonardo. Un'altra performance memorabile del nostro capoflotta, protagonista sin dalle pre-iscrizioni, quando sancisce l'alleanza con la Segreteria del Circolo per far funzionare per la prima volta il meccanismo delle pre-iscrizioni online: lacrime di scalata sociale scorrono sul suo volto irsuto durante il ringraziamento del Comitato Organizzatore durante la premiazione. Memorabile il suo discorso in apertura di regata, di cui alleghiamo testimonianza affinché le generazioni future possano inebriarsi di cotanto spessore oratorio; ancora più epiche le sue performance in acqua, dove continua a incantare tutti di poppa e incantarsi in altre meno brillanti boline. Un nono posto che non rende giustizia agli sforzi profusi, ma il Ciasca c'è. 7- - SCHIZOFRENICO 

 

8. PISANELLI Fabrizio. Nella classe laser pugliese le certezze sono poche: tra queste, il Senatore Pisanelli è senza dubbio la più brillante. Tolta una seconda prova appannata, Pisa è sempre lì davanti, protagonista delle sue caratteristiche boline tattiche che fanno impallidire il miglior Torben Grael. Allo stesso modo, la sua attrezzatura cinematografica è degna di un film di Peter Jackson: ispirato dalla voglia di dare un tono più autoriale alle sue riprese, passa dalla giovane GoPro a un elegantissimo telefonino in sacca stagna, con cui filma i regatanti tra una prova e l'altra dando prova di sinistre tendenze voyeuristiche. 7 - FABRIZIO CORONA

 

7. DE FRENZA Pietro. Dalla capitale europea dei latticini sta nascendo una seria promessa del Laser pugliese. Il talento gioiese in forza al CV Bari sta emergendo con calma, come le migliori scamorze, lasciando che il tempo gli doni un sapore stridulo, marcato e insostituibile. Pietro inizia a definire i suoi tratti distintivi: boline strette contro ogni legge della fisica, partenze aggressive e una incredibile voglia di fare piroette. Tocca a lui la Palma della prima doppia gialla del giorno, che va ad intaccare una performance altrimenti da podio. Sarà per la prossima. 7,5 - RIMANDATO A SETTEMBRE

 

6. OSTUNI Angelo. Il Bello arriva a Ugento pronto e convinto, forte dei suoi inspiegabili ma costanti turni di notte da bagnino sulle spiagge del Capitolo, il cui senso è ancora sconosciuto ai più. Il bicipite è tonico, l'addome scolpito; l'abbronzatura opalescente fa risaltare la forma di una canotta da muratore che ricorda alla flotta che anche Angelone è fatto di carne e sangue come tutti noi. Le sue regate sono aggressive e pulite, chiude il primo giorno in vetta alla classifica grazie a un doppio 3, ma già alla prima regata riceve la prima gialla, che gli resterà sul collo come una spada di Damocle impedendogli di navigare in serenità. E difatti nel secondo giorno, dopo una regata magistrale al recupero, al momento del sorpasso sul Migliettone, primo apparentemente imprendibile, incappa nella seconda squalifica ed è costretto al ritiro. L'ultima prova non è delle migliori e lo butta fuori dal podio, ma la qualità è innegabile: uno stop che farà crescere. 7 - BELLO E DANNATO

 

5. CORSINI Emanuele. "E' un missile! No, è un aliscafo! No, è il gommone della giuria! No. E' Corsini." E' ormai un consueto dialogo tra i cauti regatanti di centrocampo: se il vento è sotto ai dieci nodi, passata la metà della bolina si scorge sempre un siluro arrivare in serena solitudine dal lato che non ti aspetti - Emanuele è il geometra delle layline. Quando la termica salentina chiama, il Presidente risponde sempre: mai un bordo fuori posto, mai una prima bolina sbagliata, gestisce benissimo le prime prove del giorno ma l'immancabile sigaretta tra una prova e l'altra gli provoca costantemente un picco nicotinico che ne inficia le performance nella seconda e quarta regata, dove infila dapprima un OCS e quindi una bolina decrescente che fa sfumare un probabilissimo podio. 7,5 - CERTEZZA

 

4. MAIRO Simone. E' finalmente finita la campagna elettorale tarantina e Simone dismette le vesti del cittadino attivo per indossare quelle del Paperino della classe Laser pugliese. Alter ego in simmetria di Corsini, Simone è un diesel, con prime regate sottotono e acuti in chiusura di giornata: "Sono un dilettante" annuncia sconfortato dopo una maldestra scuffia in poppa che gli fa sfuggire di mano il secondo posto nella terza prova. Ma dilettante non è, e lo sa benissimo, e chiude l'ultima regata con un secondo posto difeso con il coltello tra i denti. Dietro a un mite profilo ionico si nasconde l'eroe che tutti vorremmo essere. 8 - PAPERINIK

 

3. RAELI Marco. La redazione ha terminato gli aggettivi per descrivere il ninja Gallipolino: un uomo maturo, che tocca il Laser solo se convocato dagli amici, una volta ogni due-tre zonali. Ma ogni volta è come se fosse ancora il 2004: gran parte della attuale flotta 4.7 non era ancora nata e Maccu dominava il campionato zonale in solitudine e scioltezza. Sono passati tredici anni e il Principe del Salento è sempre lui: regata in maniera silenziosa e corretta, non cerca alcuna scusa nonostante la mancanza di allenamento, la randa vecchio tipo e l'assenza di filetti fondamentali con quel vento leggerissimo e macina miglia su miglia da vero veterano. Nessun acuto particolare, ma nessuna sbavatura - insieme a un sesto senso da campione -  permettono a Maccu di resistere nella bolgia Standard ed assicurarsi un meritatissimo terzo posto. 8,5 - HIGHLANDER

 

2. DINELLI Leonardo. Inizia la regata con una prestazione non esaltante, e si affida alle cure psichiatriche di Buddhamichele per venirne fuori. Federozzo si immola trasferendo su di sè le negatività karmiche ma liberando l'essenza bavettara di Leonardone: piazza due primi posti nelle prove con meno vento, tra gli applausi di un goliardicissimo Raffo De Michele che decide di perdere dieci barche nella terza prova per continuare ad urlargli "BAVETTARO DI M...!!!" per 92 minuti consecutivi. Spiazza tutti con ritrovata giovinezza trascinando mezza flotta con sè alla vicina pista di Kart, dove umilia grandi e piccini con una performance da brividi. La flotta ha già raccolto i soldi per iscriverlo al prossimo Italiano Master e alla FasanoSelva. 9+ - JARNO TRULLI

 

1. OSTUNI Giancarlo. Il Vecchio si presenta a sorpresa alla zonale, portando con sè i simboli totem dei due grandi assenti dell'appuntamento: il Land Rover di CoachFranco, con cui trasloca a Ugento metà squadra monopolitana e la Mutanda™ di Dariano Cassanelli, che sfoggia a fine regate e tra una prova e l'altra nel disperato tentativo di prevenire l'abbronzatura da steccati. Parte benissimo con una prova vinta con distacco; non riesce a emergere nelle regate successive ma resta sempre avanti puntando a limitare i rischi, assicurandosi la vittoria in una delle prove zonali più combattute della sua ormai vetusta carriera. 8,5 - IN MEDIO STAT VIRTUS

 

Menzione speciale: MIGLIETTA Giuseppe. "Da grande voglio essere come lui" ha dichiarato il giovane Emanuele Corsini alla vista dello statuario fisico del Migliettone e del suo inarrivabile passo di bolina. Le passa un po' tutte: bandiere gialle, OCS, spintoni in partenza, ma è sempre lì, con il suo sorriso a ricordarci che - fin quando tengono le ginocchia - un Laser è per sempre. 8 - FUORI QUOTA

 

 

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