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Cinghiali, il Branco - Ep. 5: Birikina si nasce, velista si diventa

April 10, 2017

Questa storia, come tutte le storie di un certo spessore comincia in un conteiner. Un container cinese caricato su una nave cinese, di quelle enormi, così grandi da poterle vedere a chilometri dalla riva. Imponenti da far paura.Proprio su quella nave erano stivati tantissimi oggetti, qualsiasi cosa, accessori elettronici, giocattoli non conformi alla normativa UE, strumenti da palestra, braccialetti di plastica, mobili, frullatori... E 4 optimist.

 

4 optimist brutti da far schifo, tutti bianchi con l'antisdrucciolo rosa, una cosa da non crederci. Tra l'altro l'antisdrucciolo posato così male da poter grattugiare qualsiasi ginocchio libero da pantaloncini coprenti. La cosa più particolare però che questi optimist dopo mesi di cammino su acqua e strada avrebbero raggiunto Foggia. Precisamente Manfredonia, approdo sul mare a metà tra il Gargano e Zapponeta.

 

Quei 4 orribili optimist finalmente arrivarono sotto i culetti di 4 bambine sorridenti pronte a navigare nelle peggiori regate della penisola pugliese. Non narreremo le gesta di tutte le ragazzine che, anche se degne di nota, non spiccano per importanza rispetto a quelle di una in particolare.

 

Narra una leggenda Dauna che quando Dio sceglie le persone illuminate non si sforza nel cercare delle iniziali convincenti. Dio etichetta con una A quelli bravi, ma quelli veramente troppo bravi con due A.

Proprio come i frigoriferi.

 

Non a caso, la nostra eroina si chiama Alessia Amorico.

 

Ma andiamo per gradi. 

AA fin dall'inizio decide di non mostrare le sue qualità intellettive, ma solo quelle veliche. Chiama la sua barca Birikina, affiancata dalle sue compagne, Paciok e altri due nomi imbarazzanti che non mi pervengono. 

 

 Foto di repertorio che conferma le mie parole.

 

Ma la giovane Alessia aveva tre pregi enormi: pesava quanto una canna da pesca in carbonio, aveva un allenatore che avrebbe venduto la fidanzata per allenarla in qualsiasi momento e un gigante buono come padre che l'avrebbe accompagnata sino a Capo Horn in spalle. 

 

Ma Birikina92 si rendeva piuttosto odiosa agli occhi della flotta. Oltre ad andare costantemente un nodo in più degli altri senz'aria, era piuttosto diffidente nei confronti degli altri.

 

 

Piano piano la nostra Birikina si afferma anche a livello nazionale, non solo tramite il forum dei Timonieri [Ndr: antesignano dell’attuale Facebook] ma anche tramite regate ai vertici delle classifiche.

 

Sono due gli episodi storici che è bene raccontare per far capire quanto potesse farsi odiare Birikina dalla flotta. La prima durante una selezione interzonale a Bari, quando ancora c’era la lira ed i soldi giravano. Bene a quei tempi, venivano messi in palio ricchi premi, tra cui un optimist nuovo di zecca. Ricordo perfettamente la tensione che si palpava durante l’estrazione dei premi. Tutti speravano di non essere estratti prima del premio finale, un optimist Nord-Est nuovo e completamente attrezzato… Non sarebbe mai più capitata un’occasione del genere!

 

E colpo di scena, il piccolo bimbo scelto per l’estrazione, ravanò per bene i bigliettini dentro una grande coppa, per estrarne uno.. ITA 6537… Alessia Amorico!

Cala il silenzio, si sente solo qualche urletto in lontananza “Ma vafang**” ed una grossa risata stridente. Proprio la sua.

 

 Foto storica tratta dall’archivio LUCE.

 

Altro episodio notevole nella vita velica pugliese è una Tappa del Trofeo Tre Mari a Taranto, dove ebbe luogo una di quelle proteste tragicomiche ai danni del povero BudhinoMichele. Un mure a dritta, mure a sinistra che costò al biondino cicciottello, il primo posto al Trofeo dei Tre Mari comprensivo delle regate di Giulianova, Taranto ed Ostia.

La giuria decise che volontariamente il piccolo Tarantino non cercò di evitare il contatto con l’avversaria, punendo così entrambi con un terribile DSQ (per la gioia di Tropiano e Ciasca che salirono per la prima, unica e non premiata volta sul podio zonale, ndr)

 

Ma per fortuna il tempo lenisce ogni ferita, oltre a far maturare i cervelli di questi ragazzini problematici. Così, nel 2005 3 eroi pugliesi, non considerando i bulletti del CVB, si qualificarono per le selezioni Interzonali ad Europei e Mondiali. Si forma così il primo A.D.T. Apulia Dream Team, che non regalò quelle emozioni aspettate. Regate interminabili, dove ogni errore si paga grosso, così da farli terminare tutti nell’ultima parte della classifica. A.D.T. Amorico, De Michele, Toto, tornano a casa delusi e mazziati dall’esperienza Triestina.

 

Indimenticabili le parole del vate Beppe (allenatore di AA) prima di andare a dormire: “In Puglia c’è solo una persona che esce dalle virate con il rollio timonellando automaticamente senza doverglielo far notare: quella persona è Alessia”

I Foggiani da sempre promotori di lealtà.

 

Pian piano si chiude la carriera Optimistica della giovane Alessia.

Una cosa è certa, Alessia sa come far camminare la barca, qualsiasi essa sia e soprattutto ha una voglia innata di vincere che è pari alla sua gobba, maturata in anni e anni di allenamenti con 2 nodi.

 

Ma passiamo al Laser dove contro ogni pronostico, la nostra AA si affaccia solo dopo numerose insistenze da parte di quel BudhinoMichele che aveva già cominciato a battagliare con eroi dal calibro di Ciasca e “vaffanculo a te e Tropiano”.

Così che le 3 ragazze, con i loro fatti nel bauletto, alla volta di Monopoli e del Re Franco D’andria cominciarono a veleggiare e ad albergare all’ostello Ostuni.

 

Le 3 ragazze foggiane squottano l’appartamento all’ultimo piano di Via Magenta, albergando quasi ogni Sabato e Domenica, accompagnate da quei genitori pazienti e meravigliosi che si ritrovano.

 

 Ciasca nei panni di Giulia Lioce

 

AA da subito mostra le sue abilità di velista con esperienza, comincia a vincere in tutte le condizioni. Diventa lo spauracchio di ogni piccolo laserista emergente.

La cosa più divertente è che lo fa uscendo in barca per allenarsi due volte all’anno.

 

Durante la prima regata nazionale a cui partecipa vince il primo premio femminile, non sapendo neanche come virare e durante l'Italia Cup di Pescara 2008 un umile e inesperto Diego Paschetta Romero le chiese autografo e foto.

 

Anche a livello nazionale AA si prende le sue belle soddisfazioni guadagnando una serie di primi, secondi e terzi femminili.

 

 

Ma Alessia oltre a saper andare in barca è una persona carismatica e piena di vita. Così tanto da coinvolgere nel mondo Monopolitano della vela l’icona di una generazione di velisti Franca Amorico da Santenna, pasticcera stellata, fin dal 1993, anno in cui non era ancora nata. Ma questa, come direbbe Carlo Lucarelli, è un’altra storia. (E spero che venga raccontata da qualche cultore della parola come l’Illustrissimo Dott. Maestro. Presidente Mike Liooney.)

 

 

 

Franca Amorico da Santenna in foto

 

AA passa sul Radial ma inizia a soffrire con molto vento, proprio perché di andare in palestra non gli ingolla proprio, come direbbe un’altra celebre icona della vela pugliese Deboracca “spezzo alberi a profusione” Ostuni.

 

La luce che Alessia regalava sui campi di regata però si affievolisce sempre più, oscurata dalla forte presenza di Franca la pasticcera, fino ad un definitivo (ma mai definitivo) abbandono dell’agonismo.

 

Rimane campionessa indiscussa di aperitivi pre, post e soprattutto durante regata, con Deboracca e la controfigura Ciasca.

 

Da una dichiarazione del 2017 davanti ad una birra la nostra AA si apre ai giornalisti dicendo che la vela senza agonismo non è nulla per lei e non le piace. Lei va in barca per vincere e se non è preparata per farlo è inutile presentarsi sulla linea di partenza.

 

Ma noi vogliamo comunque ricordarla così, in cinghia a stecca, con Albertone Lillo davanti.

 

 

 

Se dovessimo parlare delle sue esperienze post-veliche ci vorrebbero altre settimane di racconti, tra una vacanza in Montenegro con Silletti, un erasmus a Valencia,  qualche ora di lavoro a Londra e Barcelona, un’esperienza di volontariato in Argentina in stile Giancarlo Ostuni…

 

 

Per arrivare ad oggi…

 

10/04/17 data storica in cui la nostra AA dopo 25 anni in cui ha prosciugato il conto in banca dei suoi genitori, comincia a lavorare.

 

Dalla redazione di cinghiare.it il più grande augurio per una carriera lavorativa esaltante, ad una  delle veliste pugliesi più forti che il mare Adriatico abbia mai conosciuto.

 

Siamo certi che anche in Decathlon Bologna, con la sua risata stridula, riuscirà a rendersi fuori luogo!

 

<3



Vi siete persi i primi tre episodi della rubrica?
Eccoli:
Ep. 1 - La discesa degli Dei
Ep. 2 - Dalle cozze alla vela
Ep. 3 - Zucchine alla Julienne
Ep. 4 - Uno, Nessuno e Centolillo

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