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Cinghiali, il branco - Ep. 1: La discesa degli Dei

March 8, 2017

Iniziamo questo viaggio alla scoperta della fauna che popola questo branco di cinghiali con il regatante sereno che levita sulle acque: il sommo BuddhaMichele.

La Nascita del BuddhaMichele è un dipinto a tempera su tela di lino (172 cm × 278 cm) di Sandro Botticelli. Realizzata per l'Ostello di Ostuni, l'opera d'arte è attualmente conservata nella Galleria degli Uffizi a Firenze.

 

 

Biografia
BuddhaMichele, è un tizio alto e magro, con un passato di obesità, che ride raramente, beve molta birra Raffo e soffre di particolari complessi psicologici. 
La sua storia inizia con la predicazione di Federico De Michele, figlio illegittimo e mai riconosciuto di Re David Di Michele e Ciccio Cozza. Egli era un giovane benestante tarantino che raggiunse l'illuminazione dopo aver compreso che il capocollo non è solo un salume ed è delizioso nel panino (come riportato nelle sacre scritture martinesi da Michele Semeraro  e nel Vangelo secondo Perricci, ndr).
A metà degli anni duemila provò ad entrare nella speciale polizia del Karma, presieduta dalla band Radiohead, scartato per l’eccessiva vanità “sederea” si accasò alla LNI Monopoli, dove ebbe l’occasione di conoscere il suo grande mentore Michele Regolo.
A seguito delle MedalRace dell’Eurosaf di Riva del Garda del 2008 e delle successive olimpiadi di Pechino iniziò il suo percorso di purificazione tantrica.
Si narra che a seguito di un viaggio in Vietnam e Cambogia equipaggiato con travel cheques, guida Lonely Planet in offerta e calzoncini corti a fiorellini decise di fondare il Buddamichelismo.

 

L'esilio, l'impegno civile e la caratura intellettuale
Da qualche anno praticamente il BuddhaMichele vive in esilio a Bologna, e riceve decine di armatori per guarirli, col solo contatto della propria mano morandiana, da patologie e disturbi quali, gli ormoni allampanati, il rattusismo, il linguaggio forbito e le forme più acute di congiuntivite (“se potrebbi lo ringraziai all'infinito, a me mi ha salvato”).

Per queste sue capacità taumaturgiche gli è stato conferito la nomina di Granpagellista Standard, dando così un gigantesco schiaffo morale al becero scientismo materialista propugnato dal canditato della massoneria barese, il .com Michelangelo Liuni, rettore dell'Accademia della Pecora Zoppa.

 

Il premio è già il secondo per il BuddhaMichele, che dopo il fallimento del primo brano da solista “Sono figo sono bello so Dario Cassanello”, aveva già vinto il Grammy come Best Rap/Sung Collaboration con “A te e Tropiano” feat. Franco D’Andria; all'epoca, con i compensi ricevuti è stato persino in grado di farsi un taglio di capelli decente.
È considerato anche una delle massime figure non accademiche in campo fisico e scientifico, sicuramente più autorevole di Antonio Zito (in arte Tonio Cartonio), a cui il BuddhaMichele ha insegnato contemporaneamente l’educazione sessuale e i numeri dal 6 al 10:
“6 lei, 7 mette, 8 sotto, 9 dove, 10 ceci.”
Nel 2013 è stato picchiato e spodestato dal trono del Delfino Rossoblu dal sommo Marco Traversa.

 

La dottrina
Il Buddhamichelismo, Buddamichelismo per chi fosse accafobico o il Budhamichelismo per chi non sapesse usare le doppie è una religione basata sull'adorazione di Michele Regolo. Il Buddhamichelismo è famoso principalmente perché i suoi adepti predicano l’uso del lancio dei dati per fare la tattica di regata.
I Buddhamichelisti sono convinti che liberandosi dei beni e delle passioni terrene sia possibile lasciare questo mondo di Figliunicidimmerda e Ciasca Indignati e raggiungere i Nirvana, celebre complesso rock, che si raggiungono con la lunga e difficile comprensione delle arti divinatorie meteomarine, raggiungibili a loro volta mediante la visione di tutte le puntate del telefilm Lost. Per questo motivo ogni mattina un BuddhaMichele sa di dover invocare il regolamento di regata e recitare a memoria la telecronaca di come Regolo ha distrutto i sogni a cinque cerchi di Bottoli altrimenti non raggiungerà mai il Nirvana, ma al massimo potrà avere un'apparizione di Kurt Cobain.
La dottrina buddhamichelista si fonda sulle quattro nobili verità che BuddhaMichele comprese cinghiando come Robert Scheidt, con la sola differenza che quest'ultimo vinse l’oro olimpico mentre l'altro si tirò il bordo fino a Barcellona dove passò un periodo in Erasmus che contribuì alla visione mistica di queste verità. Esse riguardano la tattica, la strategia, il sapersi vestire e la soppressione del dolore con la taiquipirinha.
La prima verità fa prendere coscienza che quando sei ultimo bisogna andare dalla parte opposta degli avversari. Questa verità è diventata un precetto dell’Arma dei Carabinieri tanto che è presente nel loro giuramento “Il bordo del Carabiniere”.
La seconda verità insegna la scelta della condotta di gara (saltare la fila all'iscrizione, corrompere la segreteria perché non si hanno i documenti, infilarsi per scendere per primo in acqua, posizionarsi al meglio per il buffet post regata,…) più adatta a compiere un determinato percorso nel minor tempo possibile, basandosi su previsione ed analisi delle condizioni meteorologiche, sull'osservazione del campo di regata e sulla gestione delle risorse idriche da parte di Gianni Annichiarico.
La terza verità spiega che arrivare davanti agli avversari non è importante quanto indossare una pettorina bianca Magic Marine sopra al giubbotto di salvataggio.
La quarta verità indica in che modo va combattuta la felicità e la voglia di vivere. Questa verità ha aiutato molti giovani, soprattutto il giovane Werther.

"La liberazione finale dalle sofferenze e dalle passioni è garantita solo dal raggiungimento del Nirvana." - BuddhaMichele


A queste verità vanno integrate anche altre due incomprensioni:
Il "Come se io dicessi", ossia un meccanismo di botta-risposta per cui ogni azione simpatica e spontanea subita da un uomo viene annichilita da un paragone senza senso.
E il "Tanto ritorna", ovvero quel processo per cui un uomo si disinteressa della rotazione del vento e naviga dalla parte opposta.
Inoltre secondo la dottrina buddhamichelista, ogni individuo è formato da una parte corporea sensibile alla precarietà di un lavoro che non lo soddisfa e da altri quattro fenomeni: la percezione, la coscienza, la perversione verso Ostuni e il tatuaggio di un ancora di Laera. Con questi e con l'ausilio delle Verità il discepolo può raggiungere il Nirvana. Spesso invece preferisce raggiungere il bar sotto casa e farsi due Raffo.
Ognuno può diventare un BuddhaMichele, se proprio lo vuole. Ma bisogna stare sempre attenti a scattare foto di dubbio valore artistico e post sui disagi sociali.
Nel Buddhamichelismo non esistono cerimonie o rituali fissi, non esistono intermediari tra Regolo e gli umani e forse non esiste nemmeno il Buddhamichelismo stesso. A differenza del Federicodemichelismo nel quale esistono delle feste stagionali dove si sbafa di tutto per commemorare l'obesità di BuddhaMichele, in quest'altra pratica religiosa si predica il digiuno per poter guadagnare qualche centesimo di nodo con vento leggero.

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